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lunedì 12 luglio 2010

Era Indie. Indie era.

Indie era figo. Dico proprio "era" perché è qualcosa che forse, qui in Italia, è nato morto. O non è mai nato. Purtroppo abbiamo il brutto vizio di copiare i format altrui. Prendiamo la tv spazzatura europea, i film americani, le caffetterie statunitensi e così via... 
A me piace lo stile Indie, e anche tanto. Solo che non è più Indie, non ha più il suo senso etico, politico, sociale ed economico che si voleva esprimere col movimento. E poi, detto sinceramente, non basta, come diceva una ragazza una sera, avere lo xilofono della Chicco (che fa più figo), il mini synth colorato e la batteria con solo charleston e piatti per fare musica figa, anzi. Manca l'idea di base della musica, in primis, e in secundis manca l'idea dello stile alternativo e anticonformista. Ora anche l'Indie si ritrova in una categoria bella e buona, insieme agli Hipster, che per quanto non vogliono essere chiamati Hipster (perché fa più Hipster) sono e rimangono comunque Hipster, e cioè una categoria.
Ci sono regole anche in quello che dovrebbe essere un movimento indipendente che ragiona con la sua testa, senza major e stronzate varie. E invece no, devi avere i baffetti, andare ai concerti dei gruppi spalla perché ascoltare "i grandi" fa troppo mainstream e un indie non può permettersi di pogare al ritmo dei Franz Ferdinand, nossignore!
E' di regola il vintage, assolutamente. E io amo il vintage, lo ammetto. Amo anche lo stile minimal, amo terribilmente il grunge, amo i pantaloni stretti e colorati che ti si sparaflashano in faccia e che ti vengono venduti da un tipo che porta rigorosamente i Wayfarer e ha i capelli scompigliati (perché pettinarsi è, anche quello, troppo mainstream. Insomma, dicevo che amo tutto ciò e che a volte vesto così, e anzi, a dirla tutta, vorrei vestire così ancor di più, ma so benissimo che farei parte di una categoria. Ma è proprio questa la differenza credo: c'è chi si veste così ed è ben conscio di essere uno dei tanti che si veste apposta così e poi ci sono invece gli stolti che credono di essere diversi e unici. Un po' come gli anarco-punk che vedi in fiera, ma non mi dilungo troppo sulla questione, perché ci sarebbe troppo da dire.

4 commenti:

Lucy Van Pelt ha detto...

io AMO il vintage, lo sai?
lo adoro lo adoro lo adoro

amo anche l'indie, il punk, tutte le categorie che vuoi; mi piace la gente che veste uno stile.
non è sempre e per forza omologazione, è un po' cameratismo. no?

il vantaggio più grande del vintage, rispetto agli altri, è che è il più economico. Non se lo devi comprare ovviamente.
ma io ho i vestiti di tutto un albero genealogico ;)

un bacio!
B

alexeidos ha detto...

tesòr,
una cosa è il vintage dei baracchini, del tipo 3 euri.

un'altra cosa è lo pseudovintage che per una magliettina rovinata ti spillano 180 euro. Vedi MyCloseth o il reparto vintage da Scout.

Leo Williams ha detto...

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